L’arte, dice Hegel, è lo strumento con cui lo spirito esprime la sua consapevolezza; e Beethoven parlava della musica come del linguaggio con cui Dio parla agli uomini. L’arte è il gesto libero per eccellenza e in quanto tale non può che essere un gesto d’amore. I grandi artisti dei tempi più antichi, da Michelangelo a Bach, usavano l’arte per portare il divino all’uomo, ma già Beethoven, e in particolare tutto il romanticismo ma non solo, vuole innalzare l’uomo al divino, esprimendo cosi i nuovi tempi, come Steiner, fondatore dell’Antroposofia, ha ben evidenziato, nei quali è il libero percorso individuale, attraverso l’autocoscienza, a dare all’essere umano la possibilità d’incontrare il divino, di elevarsi verso il cielo. Il Padre ha fatto dono ai figli della libertà con tutto il peso che ne consegue il quale è sostanzialmente quello di poter cadere negli inferi. Non c’è atto d’amore più grande del donare la libertà e per questo noi stessi dobbiamo essere atto d’amore, ogni nostra azione deve essere fatta per amore dell’azione stessa, dobbiamo diventare uomini musicali, ricostituire l’armonia perfetta del cosmo in noi perché questo ci manifesta la musica. Poiché il mezzo affinché lo spirito si consapevolizzi nell’uomo è il pensiero, bisogna educare il pensiero in modo da svincolarlo dall’elemento duale, dà ciò che ci fa percepire separati dal mondo e dall’universale, entità che si esprimono nell’anima, che possiamo chiamare astrale inferiore. Il pensiero liberato sta di fronte alla verità ed è in grado di conoscere la cosa in sé. Infatti, sempre Hegel, afferma che l’unica realtà è il prodotto del pensiero. L’esercizio della concentrazione, indicato da Steiner, e perfezionato in un certo senso da Scaligero, suo maggior epigono in Italia, è lo strumento che permette la liberazione del pensiero: nell’estrapolare dal semplice oggetto il contenuto di pensiero e poi richiamarne la sintesi per percepire la forza pensiero come essenza spirituale creatrice, ne sciogliamo le catene. Non ci si deve esimere però dall’educare anche l’anima attraverso la meditazione rosacruciana: nel parallelo tra la purezza non macchiata dalle passioni e dalle brame della pianta della rosa e l’essere umano che paga la sua libertà perdendo quella purezza e svincolandosi dalla guida delle entità spirituali, ricongiungiamo l’aspetto individuale con quello universale in modo che il nostro Io acquisti la centralità cristica che gli compete. Riarmonizzando, quindi rendendo musicale, il rapporto tra pensare e sentire, l’Io si manifesta pienamente nella volontà che diviene azione artistica in quanto espressione del puro intuire. Ogni azione sarà artistica e il nostro rapporto individuale con il nostro prossimo, con il mondo e l’universale, diventerà musicale, in completa armonia.
Oneiros
Un testo che vede l’essere umano come un “uomo musicale”, chiamato a creare armonia tra pensiero, sentimento e volontà. La vera libertà, secondo l’autore, si realizza attraverso un percorso interiore che trasforma ogni azione in un atto creativo e d’amore.
Si Raffaele l’essenza è quella grazie